giovedì 2 febbraio 2012

L'Università delle frottole

Chi ha buona memoria ricorderà con quanta supponenza, qualche anno fa, la passata Amministrazione Comunale presentò il progetto universitario legato al riutilizzo degli ex Salesiani di Faenza. Ci ammannirono di grandi discorsi, fumosi progetti: una tavola imbandita di ogni grande progetto culturale e didattico legato all’universo mondo. Ci parlarono del museo del mare, del corso universitario legato alla diplomazia balcanica di cui molto a spese del contribuente faentino per un complessivo di trenta!! (30) milioni di euro circa. Alle nostre rimostranze circa l’evidente fumosità del progetto, la mancanza di un planing relativo al rientro economico ed alle destinazioni precise dei fondi, ci tacciarono di ignoranza e scarsa visuale verso gli alti destini della città così “sapientemente” guidata tant’è che, pur contro ogni ragionevole dubbio, la maggioranza di sinistra approvò a tambur battente la delibera sicura di avere in pugno la gloria. A distanza di pochi anni, dopo la materializzazione della scarsa prospettiva del progetto iniziale ed un’iniezione di raziocinio, è da poco arrivata in Consiglio Comunale una delibera con cui sostanzialmente si elimina tutta la parte da noi sempre definita “fumosa” o fantasiosa lasciando in piedi solo ciò che è concreto e tangibile. La delibera che ci dà ragione è stata votata tranquillamente anche da quei consiglieri di maggioranza presenti nella passata legislatura senza battere ciglio, pur sapendo di avere sostenuto poco tempo fa l’esatto contrario; ora a me non interessano facili recriminazioni, mi interessa sapere solo quanto è costato alle finanze comunali questo “esperimento” che, con più buon senso e più umiltà, si sarebbe potuto evitare.
Lo stesso ragionamento sono a farlo per l’Unione dei Comuni appena partita: prima di tutto per l’anomalia di unire un Comune di 60.000 abitanti con altri cinque di piccole dimensioni, alcuni di questi già uniti nella gestione della ex Comunità Montana, con un diverso conferimento di funzioni ed una organizzazione amministrativa ancora tutta da definire. In questa condizione i pur validi funzionari delle amministrazioni associate sono in difficoltà a far partire una macchina così articolata e complessa che deve essere efficiente e dare risposte ad esigenze e realtà così diverse. La nostra proposta di dare vita ad una condizione più snella e meno intrecciata, attraverso la realizzazione di un’associazione tra Comuni solo per alcune funzioni specifiche, non è stata ovviamente presa in considerazione: la mia impressione è che anche in questo caso il tempo ci darà ragione. Ovviamente daremo il nostro contributo affinché il denaro pubblico venga ben utilizzato e si arrivi ad un funzionamento accettabile, ma, visti i precedenti, lo scetticismo è d’obbligo.

Gilberto Bucci
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”

lunedì 23 gennaio 2012

Dopo il Pronto Soccorso serve il personale

In Consiglio Comunale approda stasera la delibera con cui si va a derogare dal P.R.G. per realizzare il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale per gli Infermi di Faenza.
E’ un investimento importante da noi auspicato da molti anni, vi sarà un adeguamento strutturale con un ampliamento fino a circa 1.000 mq, dando la possibilità di avere una struttura finalmente adeguata alle esigenze di un bacino di utenza che va fino allo spartiacque appenninico in Toscana.
Il gruppo La tua Faenza-UDC voterà favorevolmente la delibera, ma va sottolineata l’esigenza di adeguare la dotazione di personale dedicata al Pronto Soccorso. A poco serviranno locali nuovi ed attrezzature moderne se non vi sarà personale a sufficienza a farle funzionare. Il servizio di emergenza rivolto agli utenti deve essere fatto da personale: se non vi sarà l’adeguamento le file e le attese non diminuiranno, senza contare il problema della vigilanza e della sicurezza sempre presente in strutture di pronto soccorso.
Chiediamo al Sindaco quindi di attivarsi affinché il nuovo importante investimento indispensabile all’intero comprensorio faentino e non solo non venga vanificato dalla carenza di personale: da qui al 2015 probabile termine dei lavori, il tempo per un’azione nei confronti della direzione sanitaria c’è tutto.

Gilberto Bucci
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”

sabato 21 gennaio 2012

Intervento del Coordinatore Comunale al Congresso Provinciale

Amici,
siamo arrivati a celebrare la stagione congressuale in un momento che per il nostro partito non può che essere positivo, parlo della situazione politica a livello nazionale.
Il vero principale responsabile della formazione di questo governo non può che essere considerato l’UDC, UDC che da quando si è sottratta al bipolarismo, uscendo dagli schieramenti contrapposti, ha cominciato a lavorare per dare una svolta al nostro paese.
Non possiamo ancora affermare che questa sia una svolta definitiva, ma ciò che possiamo affermare è che le azioni, le proposte e le idee messe in campo in 3 mesi da questo governo sono nettamente superiori sia in qualità che in quantità, a quanto fatto dal precedente governo in 3 anni e mezzo, senza parlare poi del governo 2006, che non è riuscito a durare nemmeno 2 anni.
Il vero cambiamento che questo governo ha messo sul tavolo è molto più grande di quello che per adesso sembra, noi siamo concentrati sulla manovra finanziaria, sulle proposte per lo sviluppo, liberalizzazioni e via dicendo, ma non so se molti se ne siano accorti, si è passati tutto d’un fiato da governi dove si impiegava tempo a comunicare ciò che si sarebbe fatto, senza poi farlo, ad un governo che agisce. (chi faceva messaggi pubblicitari pro o contro il governo, chi si rammaricava di non essere riuscito a comunicare correttamente ciò che aveva fatto, ma pochi si ponevano il problema si mettere in campo proposte innovative e che potessero modificare realmente lo stato delle cose).
Ora, come in un viaggio nel tempo ci si trova improvvisamente in un’altra dimensione, non si discute più di come e quando esporre una proposta, ma dei contenuti della proposta.
Bene, credo fermamente che il successo di questo governo sia assai importante, perché è il termometro che misura e descrive lo stato della nostra società, una società che vuole un governo responsabile è una società responsabile, una società che vuole un governo di “fenomenisti” è una società di “fenomenisti”,
Noi abbiamo sempre sostenuto, probabilmente perché siamo così, di essere un movimento che approva e sostiene un’azione politica derivante dal confronto e dall’analisi responsabile, ben consapevole che non è possibile mandare l’acqua su per i monti, ma che nello stesso tempo bisogna impegnarsi giornalmente per modificare lo stato delle cose. Ora più che mai dobbiamo fare così.
Non so dire se questo governo durerà e raggiungerà gli scopi che si è preposto, ma spero fortemente che ciò avvenga e che questo porti un paese, sicuramente ridisegnato in molti aspetti, e più responsabile.
Non so dire se quello che sta succedendo si trasformerà in consenso elettorale, ma noi lavoreremo per questo.
E’ finito il tempo dell’arroganza o di chi vuole risultati senza impegno, le rendite di posizione debbono essere finite, in ogni loro declinazione.
A livello locale questo congresso sancirà la formazione di un nuovo soggetto: “il comprensorio”, la nostra provincia sarà divisa in 3 comprensori, ogni grande comune diverrà un comprensorio; non è un cambiamento da poco, la nostra società ci chiede di unire esigenze simili per comuni limitrofi, ecco il nostro partito risponde.
Sapete quanto sia favorevole per questa organizzazione del partito e la cosa che più mi gratifica è che ho trovato piena condivisione nei soci con cui ho trattato questo argomento.
Abbiamo raccolto l’appello nazionale in cui ci veniva detto che bisogna cercare di accorpare l’amministrazione di più comuni e noi ci siamo mossi in questa direzione, ma attenzione, il comprensorio, come organo di partito avrà ragione di esistere solo se sarà lasciato lavorare e responsabilizzato, con l’autonomia necessaria.
Come pure saranno responsabilizzati coloro che oggi eleggeremo nel Comitato Provinciale, coloro che eleggeremo quali delegati nei vari congressi e negli incarichi nei vari Comitati o Amministrazioni, tutti dovranno svolgere il loro incarico con pieno rispetto dl partito, ma soprattutto di chi li ha eletti, facendo da cinghia di trasmissione tra gli organi dirigenti e la base.
Sul piano più strettamente politico, anche e soprattutto a livello locale, credo che non dobbiamo fare altro che proseguire e dare continuità all’azione svolta fino ad oggi, per dare un messaggio a tutti coloro che si identificano nel nostro modo di agire. Non ci possiamo più permettere di avere amministrazioni pseudo-totalitarie, dove l’arroganza, la finta democrazia e le scelte imposte la facciano da padrone, non ci possiamo più permettere di avere opposizioni vuote di contenuti e piene solo di contrapposizioni fini a se stesse che non producono proposte alternative.
Dobbiamo essere pronti a confrontarci con chi realmente si dimostra disponibile, perdonatemi un paragone poco rispettoso nei confronti dei nostri padri. Dopo il ventennio fascista, in cui trionfava la forza fisica e morale e l’apparenza fine a se stessa, si è costruito un paese avanzato grazie alla capacità di dialogo e costruzione di una DC che si è fatta guida in questo percorso. Oggi noi dobbiamo ricostruire il paese, contribuendo anche a livello locale proponendo lo stesso metodo operativo.
Solo se saremo coerenti nelle parole, ma soprattutto nei fatti su questi principi avremo le meritate soddisfazioni.


Massimiliano Dapporto

martedì 17 gennaio 2012

Congresso Provinciale

Si è svolto lo scorso 14 Gennaio 2012 a Ravenna, il Congresso Provinciale UDC, che ha visto la copiosa partecipazione dei soci da tutta la provincia.
Alla presenza dell'On. Gian Luca Galletti e dell'uscente Coordinatore Regionale Davide Torrini si sono svolti i vari interventi dei soci.
Interventi che hanno tutti evidenziato come la politica del nostro partito sta indicando la strada per uscire da questo momento di crisi, e solo con il mantenimento dei nostri principi, rimanendo sempre noi stessi, uniti e coerenti, si riuscirà a superare il momento di crisi.
Solo in questa maniera ci sarà la possbilità di raccogliere attorno al nostro partito coloro i quali si sentono responsabili per disegnare il prossimo futuro.
Congratulazioni a Giancarlo Frassineti, per la riconferma a Segretario Provinciale, che dovrà guidare un comitato composto da 54 componenti.
Eletti anche i delegati al prossimo Congresso Nazionale, tra i quali l'attuale Coordinatore Comunale di Faenza, Dapporto Massimiliano ed il Consigliere Comunale di Brisighella Gianmaria Buganè.

sabato 19 novembre 2011

Il Liceo Ballardini rimanga a Faenza.

Il 7 luglio viene inviata dal Ministero dell’Istruzione 2011 ai Dirigenti Scolastici, una nota: «Gli istituti con meno di 500 alunni non saranno più sede di dirigenza scolastica».
Questa situazione interessa anche il Comune di Faenza e la Provincia di Ravenna, nella fattispecie parliamo del neo Liceo Artistico G. Ballardini di Faenza, infatti fino al 2010 la scuola era "Istituto Statale d'Arte per la Ceramica" specializzato nell’insegnamento della lavorazione della ceramica curando sia l’aspetto tecnico che quello artistico; poi, con la riforma della scuola, è divenuto Liceo Artistico sezione "Design", con specializzazione Ceramica.
Le possibilità in campo sono due:
- Accorpamento con il Liceo Torricelli di Faenza, che già comprende il Liceo Scientifico, il Liceo Classico, il Liceo Linguistico, ed il Liceo delle Scienze Umane;
- Accorpamento con il Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna.
La provincia è il centro decisionale della questione, in quanto deciderà, si, la regione, ma su proposta della provincia.
La provincia ha convocato riunioni e chiesto i seguenti pareri:
- Dirigente Scolastico del Liceo Torricelli di Faenza: favorevole all'accorpamento con il Liceo Torricelli;
- Consiglio d'istituto del Liceo Torricelli di Faenza: favorevole all'accorpamento con il Liceo Torricelli;
- Consiglio d'istituto del Liceo Artistico Ballardini: favorevole all'accorpamento con il Liceo Torricelli, possibilmente con la richiesta di applicarlo dal 2012/13 per meri motivi organizzativi, ma comunque favorevole all'accorpamento con il Liceo Torricelli;
- Associazione ex-allievi dell’istituto Ballardini: favorevole all'accorpamento con il Liceo Torricelli.
Manca ancora il parere del Comune di Faenza e della Provincia di Ravenna.
Riteniamo che la soluzione di buon senso e più vantaggiosa, per la scuola, per gli studenti che intendono frequentarla e per la città sia l’accorpamento al Liceo Torricelli di Faenza, diventando così il quinto ramo del polo liceale faentino.
Spieghiamo il perché di questa posizione.
L’Accorpamento al Liceo Torricelli di Faenza è preferibile per i seguenti motivi:
- La dirigenza scolastica rimarrebbe a Faenza, così come il consiglio d’istituto; rimarrebbe quindi a Faenza l’organo dirigente e l’organo di indirizzo della scuola e non verrebbe spostato a 40 km. di distanza, evitando, quindi tutte le difficoltà di gestione connesse;
- Le parti coinvolte, inoltre, hanno già espresso parere favorevole a questa soluzione;
- Questa scelta permetterebbe la creazione di un “quartiere liceale” a Faenza, essendo tutte le sedi del Liceo Torricelli geograficamente vicine e garantendo un’offerta formativa, ancora più completa, con la possibilità di integrare corsi di chimica dei materiali, già nel liceo scientifico, con i corsi per la lavorazione della ceramica e la possibilità di interazione di docenti;
- Questo darebbe maggior praticità per gli studenti e per il personale, che avrebbero facile accesso alla segreteria della scuola ed ai dirigenti scolastici, diversamente tutti, si dovrebbero spostare a Ravenna per compiere queste operazioni;
- La scuola potrebbe riprendere slancio, affiancando l’aspetto tecnico della lavorazione della ceramica a quello artistico, rinverdendo, quindi, quella tradizione che ha visto formare quelli che sono o sono stati i migliori dirigenti delle imprese ceramiche, ad esempio il polo ceramico sassuolese si è sviluppato sotto la spinta di molti dirigenti diplomati nell’istituto;
- Per l’Istituto Ballardini, l’accorpamento con il Liceo Nervi-Severini significa perdere quell’identità propria che ha ragione di essere, in una città di grande tradizione per la lavorazione della ceramica, quale è Faenza;
- Perdere l’Istituto Ballardini, significa per la città, perdere una scuola media superiore specifica nel suo genere, che è parte importante di quel patrimonio formativo, che ha caratterizzato Faenza, da quando è stata fondata la scuola;
- L’accorpamento con il Liceo Nervi-Severini di Ravenna comporterebbe per la città, la perdita del flusso di studenti fuori sede (molti probabilmente sceglierebbero altri istituti ed altri, col tempo, non graviterebbero più su Faenza), in un momento di aumento degli iscritti, dopo anni in cui il trend era in calo continuo; l’accorpamento con il Liceo Artistico di Ravenna, rappresenta, quindi per Faenza, anche una grave perdita economica, non solo culturale;
- Oggi gli studenti possono sfruttare la presenza del Museo Internazionale delle Ceramiche, che ha sede a Faenza, come momento formativo ed esempio di lavorazioni della ceramica.
- Ci sarebbe infine, il problema di dover ricollocare tutte le opere del Museo Interno dell’Istituto Ballardini, formato dai lavori creati dagli studenti, che poi sarebbero diventati artisti famosi.
La scelta di accorpare il Liceo Ballardini con il Liceo Torricelli, è la molla necessaria per mantenere e rinvigorire l’offerta formativa del liceo artistico con la specializzazione della lavorazione della ceramica ed i corsi di specializzazione post-diploma.
Infine, un’altra scelta possibile, potrebbe essere quella di rinviare la decisione di un anno, ma questa è una non-decisione che non elimina il problema, anzi lo sposta in avanti aggravandolo.
Al più presto, proporremo interpellanze atte a conoscere i reali intendimenti delle amministrazioni locali ed a sostenere la formazione del “quartiere liceale faentino”.
Ora, se le amministrazioni locali (Comune di Faenza e Provincia di Ravenna) hanno intenzione di far sì che la scuola, che da sempre ha insegnato la lavorazione della ceramica, coniugando l’aspetto artistico, con quello tecnico, debba lasciare Faenza, snaturandola dal suo luogo naturale, lo dicano chiaramente, altrimenti occorre dicano, senza mezzi termini, che l’unica strada da seguire è quella dell’aggregazione del Liceo Artistico Ballardini con il Liceo Torricelli di Faenza: a fine mese sapremo la scelta.

Il Coordinatore Comunale di Faenza
Massimiliano Dapporto

giovedì 10 novembre 2011

Organismi consultivi di quartiere: meccanismo sbagliato.

Si stanno insediando a Faenza i primi organismi consultivi di quartiere, eletti a seguito delle consultazioni svolte nella giornata di Domenica 23 Ottobre 2011. Pur approvando l’dea di istituire dei “veri” organi consultivi per i quartieri faentini, ritenendoli fucina di idee e di proposta per le varie aree della città, siamo stati contrari alla stesura definitiva dei regolamenti di funzionamento e di elezione dei rappresentanti, infatti, nessuna delle proposte dai noi presentate è stata accolta.
Il coinvolgimento dei cittadini per partecipare alle discussioni di quartiere, sbandierato con soddisfazione dall’amministrazione, la quale pubblicava fiera, il regolamento per il funzionamento di questi organismi, si è materializzato in un’affluenza di circa il 4% degli aventi diritto, tradotto: solo 4 persone su 100 sono state interessate a esprimere un’opinione.
Tutto questo è la prova lampante di come in seguito a regolamenti e metodologie sbagliate si sia ridotto la consultazione per eleggere i rappresentanti ad un appuntamento svuotato di ogni significato, per non dire altro.
Nel Quartiere Centro-Nord era presente l’unica lista in rappresentanza di un comitato realmente locale, parliamo del Comitato Nuovo Quartiere S. Rocco, ed ha ottenuto il risultato lusinghiero di circa il 30%, insediando 3 rappresentanti su 9; dimostrando che c’è bisogno di questi organismi e che devono avere una valenza territoriale, incentivando la reale partecipazione dei cittadini.
Ora però, c’è da chiedersi: Quale valore può avere, complessivamente, il parere espresso da organi eletti dal 4% dei cittadini aventi diritto?
Ed ancora: Cosa vorrà fare l’amministrazione per modificare un regolamento che si è dimostrato inefficace?
Noi siamo pronti al confronto, riproponendo quanto già avevamo evidenziato, in sede di contributo alla redazione del regolamento degli organi consultivi di quartiere.
Ad esempio noi chiedevamo:
- per una reale rappresentatività delle esigenze relative al quartiere, proporre una lista unica senza alcun simbolo, comprendente tutti i candidati;
- ogni candidato deve avere almeno 30 firme come alla presentazione della propria candidatura;
- favorire la partecipazione svolgendo le consultazioni elettorali il più possibile in prossimità temporale di altre elezioni o referendum;
- istituire un quorum minimo di partecipazione (20%) al di sotto del quale la consultazione per quel quartiere non viene ritenuta valida;
- elettorato passivo composto da tutti gli elettori delle elezioni comunali, oltre ai cittadini stranieri residenti nel comune da almeno 3 anni, muniti di permesso di soggiorno di lungo periodo.
Oltretutto occorre dare più forza agli organismi consultivi di quartiere, imponendo l’obbligo alla richiesta del parere dell’organismo, per la regolamentazione in materia di urbanistica, di viabilità e del territorio, quando le delibere hanno per oggetto argomenti relativi ad un determinato quartiere.
Tra l’altro, è bene sottolineare che, tali proposte erano condivise dalla maggioranza dei partecipanti al “Comitato di studio e proposte per la regolamentazione del nuovo decentramento”, comitato istituito dall’amministrazione comunale e composto da consiglieri di quartiere della scorsa legislatura, persone, quindi ben conoscitori del funzionamento e del ruolo dei quartieri.
Peccato poi, che l’amministrazione non abbia recepito quasi nulla delle proposte avanzate dal comitato di studio.
Forse, per taluna formazione politica, il reale scopo degli organismi consultivi di quartiere non è favorire la partecipazione dei cittadini, quanto forse la formazione di organismi assoggetti all’amministrazione comunale, utilizzandoli come fasullo mezzo di concertazione per scopi propagandistici o di appoggio a progetti calati dall’alto.
Se non si modificherà il regolamento è stato provato che tali organismi sono inutili e gli eletti, tranne rari casi, rappresentano solo se stessi.


Il Coordinatore Comunale UDC di Faenza

Massimiliano Dapporto




Il Presidente de "la Tua Faenza "

Claudio Valmori

lunedì 7 novembre 2011

Sanità: votiamo insieme, ma non siamo uguali.

E’ in discussione nel Consiglio di lunedì 7 novembre 2011 l’odg sulla sospensione del servizio di reperibilità notturna dei pediatri all’Ospedale per gli Infermi di Faenza. La condivisione della richiesta di ripristino immediato del servizio è per noi un fatto naturale dopo anni di battaglie inascoltate per la difesa dei servizi sanitari del nostro territorio messi da troppo tempo e da troppi atti in seria discussione. Questa non è altro che l’ultima azione fatta ai danni dei faentini che altra colpa non hanno, che quella di essere governati da un sistema, quello della sinistra, che ha fatto finta per anni di non vedere il progressivo depauperamento dei servizi sanitari sul territorio. Dopo avere accettato senza colpo ferire l’accorpamento a Ravenna della gestione della sanità, la sinistra ha sempre bollato come “allarmismi”o addirittura “terrorismo” o “speculazione politica” le nostre denunce contro le carenze ed i nostri interventi a difesa dei reparti poi accorpati a Ravenna; oggi sono qui a chiedere di condividere l’ennesimo odg , forse oramai inutile, pensando che tutti ormai abbiano dimenticato il numero di odg sul tema da noi proposti e da loro regolarmente respinti nel corso degli ultimi 15 anni. Le responsabilità di chi ha governato in questi anni sono gravissime: dall’asservimento fino alla giustificazione delle scelte negative per i servizi sanitari del faentino , gli episodi e gli esempi sono innumerevoli e costituiscono un monito pesante anche per il futuro delle classi politiche che governeranno la città.
Noi voteremo l’odg in discussione perché ora occorre salvare il salvabile dopo che per anni i servizi sono stati smontati pezzo per pezzo, ma le responsabilità non sono uguali. Noi voteremo insieme ma non siamo uguali.




GILBERTO BUCCI
Capogruppo LTF-UDC

venerdì 21 ottobre 2011

Sanità: cronaca di una fine annunciata

Nulla di nuovo per noi sotto il sole in questa ultima vicenda che vede coinvolto ancora una volta il disimpegno della gestione ravennate della sanità riguardo ai servizi sul territorio faentino.
Paghiamo un carissimo prezzo perché la sinistra ha accettato, senza opporre un minimo di resistenza, l’aggregazione dell’ASL n. 37 in un’unica ASL provinciale, mentre altre città limitrofe come Forlì, Cesena, Imola hanno programmato la realizzazione di nuove strutture all’avanguardia, a Faenza è stato solo tolto in servizi, reparti, prestazioni e soprattutto prospettive.
Quello di Faenza era un ospedale fra i primi in Romagna, ora vediamo l’attività ridotta in molti casi ad ambulatoriale, abbiamo ascoltato promesse ripetute nel tempo che non hanno mai avuto una conseguenza pratica: è al di là da venire la realizzazione dell’ala est e la ristrutturazione del Pronto Soccorso con una prospettiva pratica che va visibilmente verso l’ampliamento della lungodegenza, con attività di scarsa specializzazione negli altri reparti.
Oggi la politica, specialmente coloro che hanno governato Faenza da vent’anni, deve interrogarsi sulle proprie colpe, le proprie inadempienze, sulla volontà sempre espressa e mai messa in atto di cambiare realmente le cose: siamo in una deriva che deve essere fermata.


Non bastano certo le parole del Sindaco o un documentino fatto dal Consiglio Comunale utile solo a tacitare qualche coscienza e dagli effetti pratici inconsistenti, occorre un impegno preciso ed inequivocabile per far sì che la nostra città abbia un ruolo decisivo nella programmazione sanitaria per quello che riguarda la prospettiva del nosocomio faentino indispensabile non solo al comprensorio, ma anche a quella parte di Toscana che gravita inevitabilmente sulla Romagna.
Sono cose dette e ridette ed inascoltate. Con la vicenda Pediatria cominciamo a vedere gli effetti della ottusa sordità della sinistra in tema di sanità.


Gilberto Bucci
Capogruppo Consiliare “La Tua Faenza-UDC”

lunedì 10 ottobre 2011

Cattolici: Non rifaremo la Dc, ma qualcosa di nuovo

(ANSA) - ROMA, 9 OTT - 'Il Papa ha ribadito la necessita' di un impegno dei cattolici per salvare l'Italia e l'auspicio che una nuova generazione entri in politica. Eppure, leggendo i giornali si avverte un misto di inquietudine e di paura, come se essere democratici cristiani sia una colpa da emendare. E' bene che tutti si tranquillizzino: nessuno puo' o vuole rifare la DC o ricostruire steccati fra credenti e non'. E' quanto scrive il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini sul suo blog.
'Dopo il fallimento di troppe ricette di questi anni - Spiega Casini - tutti, nel PD come nel PDL, sentono che c'e' bisogno di qualcosa di nuovo che recuperi forti valori e ricette per la crescita, a partire dalle politiche per la famiglia.
Affermiamo con orgoglio che questo non e' un peccato, ma una grande occasione per tanti di riscoprire la politica con la 'P' maiuscola. Per questo non saranno le minacce a farci deflettere', conclude il leader centrista. (ANSA).





Pier Ferdinando Casini

Unione di Centro

martedì 20 settembre 2011

Terre Naldi: Termine della farsa?

Nella seduta del 19.09.2011, il Consiglio Comunale di Faenza ha dibattuto sulle comunicazioni del Sindaco circa l’intenzione di glissare sul buco di 740.000 € della gestione della società Terre Naldi partecipata al 97% dal Comune di Faenza. Salvare la cricca che ha creato il buco è stato il leitmotiv di Malpezzi e della sua Giunta: troppa la vicinanza politica con la precedente amministrazione comunale e stretta la conoscenza personale con gli amministratori, pesa anche l’approvazione del bilancio 2009 oggi sotto esame dalla Corte dei Conti avvenuta in Giunta a suo tempo da questa amministrazione. Malpezzi si è preso in maniera stolta la responsabilità di soprassedere all’accertamento della verità: bastava fare quello che in vece sua ha fatto il PDL, vale a dire un esposto alla Corte dei Conti perché chi ne ha titolarità facesse il proprio mestiere; il Sindaco risulta inadempiente politicamente prima di tutto di fronte ai cittadini, poi come amministratore circa la propria responsabilità di controllo in qualità di azionista di maggioranza che ha disposto un ripiano di 740.000 € con soldi pubblici. Una decisione irricevibile che dimostra ancora una volta l’efficienza del “soccorso rosso” evidenziatosi ancora una volta con gli eufemismi ed i paradossi del capogruppo PD che nel suo intervento ha addirittura lodato gli amministratori del “buco”! Meglio perdere la faccia che ammettere le proprie responsabilità! Una brutta pagina che dimostra ancora una volta l’impossibilità della sinistra di fare essa stessa ciò che chiede agli altri: chiarezza e trasparenza sono antitetiche al sistema di potere che governa da troppo tempo ed abituato ad autoassolversi. In questa condizione è finita la spinta al cambiamento vagheggiata ed in realtà mai attuata da Malpezzi: buona per la grancassa delle elezioni, ma non per governare con gli ex PCI.

Gilberto Bucci
Capogruppo Consiliare “La tua Faenza-UDC”