venerdì 26 febbraio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
sabato 20 febbraio 2010
Non facciamo scommesse tattiche, ma proposte concrete
Non fa parte del nostro DNA intraprendere scommesse od azzardi, men che meno su vicenda interne ad altri partiti, la nostra azione politica è dettata dalla proposta di governo e dalla coerenza dei nostri pensieri.
Fin dalla primavera scorsa diciamo che una coalizione comprendente come estremi da una parte la sinistra radicale e dall’altra l’UDC è una coalizione che può avere successo elettorale, ma che crea poi grosse difficoltà di coesione governativa, non dimentichiamo il triste e fallimentare esempio del 2006, quando a livello nazionale Prodi guidando una coalizione assai eterogenea vinse le elezioni, ma il governo che seguì durò meno di 2 anni con continue difficoltà decisionali, anche allora il programma fu accettato da tutte le forze politiche componenti la coalizione, ma non fu sufficiente a garantire una efficace azione di governo.
Proprio in virtù della nostra coerenza e delle nostre proposte di governo cittadino riteniamo incompatibile un’alleanza con parti della sinistra radicale, una sinistra che pur di governare rinuncia ai suoi simboli storici.
E’ giusto che chi guida la coalizione scelga i compagni di viaggio che ritiene più opportuno, ci dispiacerebbe se questi compagni di viaggio fossero suggeriti da altri componenti della coalizione.
Noi auspichiamo che questa tornata elettorale porti, un cambiamento di rotta nella linea politica dell’amministrazione comunale ed è per questo che lavoreremo: la nostra stella polare sarà il nostro programma; la benzina nel nostro motore sarà l’ascolto ed il confronto con i cittadini, solo stando vicino alle persone si può capire appieno le loro esigenze.
Il Segretario Comunale di Faenza
Massimiliano Dapporto
Fin dalla primavera scorsa diciamo che una coalizione comprendente come estremi da una parte la sinistra radicale e dall’altra l’UDC è una coalizione che può avere successo elettorale, ma che crea poi grosse difficoltà di coesione governativa, non dimentichiamo il triste e fallimentare esempio del 2006, quando a livello nazionale Prodi guidando una coalizione assai eterogenea vinse le elezioni, ma il governo che seguì durò meno di 2 anni con continue difficoltà decisionali, anche allora il programma fu accettato da tutte le forze politiche componenti la coalizione, ma non fu sufficiente a garantire una efficace azione di governo.
Proprio in virtù della nostra coerenza e delle nostre proposte di governo cittadino riteniamo incompatibile un’alleanza con parti della sinistra radicale, una sinistra che pur di governare rinuncia ai suoi simboli storici.
E’ giusto che chi guida la coalizione scelga i compagni di viaggio che ritiene più opportuno, ci dispiacerebbe se questi compagni di viaggio fossero suggeriti da altri componenti della coalizione.
Noi auspichiamo che questa tornata elettorale porti, un cambiamento di rotta nella linea politica dell’amministrazione comunale ed è per questo che lavoreremo: la nostra stella polare sarà il nostro programma; la benzina nel nostro motore sarà l’ascolto ed il confronto con i cittadini, solo stando vicino alle persone si può capire appieno le loro esigenze.
Il Segretario Comunale di Faenza
Massimiliano Dapporto
venerdì 19 febbraio 2010
Malpezzi dica il vero: la sua coalizione ha preso una deriva sinistrorsa
In merito alle dichiarazioni attribuite a Giovanni Malpezzi circa il mancato accordo con LTF-UDC intendo precisare quanto segue:
La nostra scelta è dovuta non a questioni di mera rappresentanza (non ne abbiamo mai fatto un ostacolo insormontabile), ma semplicemente all’impossibilità di apparentarci con frange della sinistra che hanno fatto la plastica facciale. Non tolleriamo mistificazioni,né inganni: oggi la deriva sinistrorsa presa dalla coalizione di Malpezzi è evidente, come è evidente la fine della spinta al rinnovamento di Laboratorio Faenza ingabbiata oramai dalle logiche degli ex DS.
Questa scelta legittima, ma secondo noi sbagliata, apre una voragine al centro del panorama politico faentino che solo noi con la nostra scelta coraggiosa e coerente siamo titolati a riempire ed a rappresentare. I valori del centro cristiano-democratico non possono essere usati alla bisogna per fare bella figura alle primarie o in un programma elettorale, vanno praticati nell’azione politica amministrativa: noi con le nostre forze da anni diamo prova di impegno coerente in tal senso.
La nostra scelta è dovuta non a questioni di mera rappresentanza (non ne abbiamo mai fatto un ostacolo insormontabile), ma semplicemente all’impossibilità di apparentarci con frange della sinistra che hanno fatto la plastica facciale. Non tolleriamo mistificazioni,né inganni: oggi la deriva sinistrorsa presa dalla coalizione di Malpezzi è evidente, come è evidente la fine della spinta al rinnovamento di Laboratorio Faenza ingabbiata oramai dalle logiche degli ex DS.
Questa scelta legittima, ma secondo noi sbagliata, apre una voragine al centro del panorama politico faentino che solo noi con la nostra scelta coraggiosa e coerente siamo titolati a riempire ed a rappresentare. I valori del centro cristiano-democratico non possono essere usati alla bisogna per fare bella figura alle primarie o in un programma elettorale, vanno praticati nell’azione politica amministrativa: noi con le nostre forze da anni diamo prova di impegno coerente in tal senso.
Gilberto Bucci
Candidato Sindaco UDC-LTF
mercoledì 17 febbraio 2010
Mai con i comunisti, avanti da soli
Dopo la convocazione ultimativa di Giovanni Malpezzi i cui termini sono scaduti abbondantemente, occorrono alcune precisazioni. Non ci siamo presentati per ovvi motivi: non è stato un atto di scortesia, ma semplicemente una scelta frutto di scambi di opinioni tra il mio staff, tutte convergenti verso il rifiuto del metodo e di un'ipotetica alleanza con frange indefinite della sinistra che finge di abiurare il comunismo pur di sedersi al tavolo.
Emerge altresì la chiara difficoltà di Malpezzi di sganciare la sua figura dalla nomenclatura ex Ds sempre presente: per questa strada tutte le illusioni di Laboratorio Faenza e di coloro che ne hanno sostenuto la corsa alle primarie del Pd sono ampiamente ridimensionate e l'invocato rinnovamento diventa una chimera. Non c'erano e non ci sono le condizioni politiche per un accordo: come è successo in Puglia la sinistra non è stata in grado di abbracciare le idee del centro, noi non intendiamo ovviamente usare i nostri voti per portare al potere chi magari pochi anni fa apparteneva a Democrazia Proletaria oppure al Psiup, magari anche ad Avanguardia Operaia e che solo da qualche giorno afferma di non essere più comunista. In questa fase della politica faentina - prosegue - in cui sembrano protagonisti i saltimbanchi di ogni genere ed estrazione che viaggiano da uno schieramento all'altro con l'unica idea e convinzione di usare il consenso per i propri sconosciuti obiettivi, la nostra scelta autonoma appare oggi la più seria e coerente. L'ultima di tante perle la vediamo nella rassegna stampa di oggi: secondo qualcuno è coerente sostenere la destra perché si è sostenuto il candidato perdente alle primarie della sinistra; abbiamo rispetto per tutte le idee, ma francamente non ne comprendiamo il filo logico e soprattutto c'è da fidarsi?
Emerge altresì la chiara difficoltà di Malpezzi di sganciare la sua figura dalla nomenclatura ex Ds sempre presente: per questa strada tutte le illusioni di Laboratorio Faenza e di coloro che ne hanno sostenuto la corsa alle primarie del Pd sono ampiamente ridimensionate e l'invocato rinnovamento diventa una chimera. Non c'erano e non ci sono le condizioni politiche per un accordo: come è successo in Puglia la sinistra non è stata in grado di abbracciare le idee del centro, noi non intendiamo ovviamente usare i nostri voti per portare al potere chi magari pochi anni fa apparteneva a Democrazia Proletaria oppure al Psiup, magari anche ad Avanguardia Operaia e che solo da qualche giorno afferma di non essere più comunista. In questa fase della politica faentina - prosegue - in cui sembrano protagonisti i saltimbanchi di ogni genere ed estrazione che viaggiano da uno schieramento all'altro con l'unica idea e convinzione di usare il consenso per i propri sconosciuti obiettivi, la nostra scelta autonoma appare oggi la più seria e coerente. L'ultima di tante perle la vediamo nella rassegna stampa di oggi: secondo qualcuno è coerente sostenere la destra perché si è sostenuto il candidato perdente alle primarie della sinistra; abbiamo rispetto per tutte le idee, ma francamente non ne comprendiamo il filo logico e soprattutto c'è da fidarsi?
Candidato Sindaco UDC-LTF
Gilberto Bucci
domenica 14 febbraio 2010
Gilberto Bucci, candidato Sindaco Faenza, Alvaro Ancisi, candidato Consigliere regionale ER “La penalizzazione della sanità nel contesto provinciale"
Sabato 13 febbraio, alle ore 11.30, presso la Sala Coriolano della Residenza municipale di Faenza
A seguito della conferenza stampa tenuta oggi riteniamo opportuno diramare ulteriori precisazioni.
La sanità a Faenza è una delle questioni che di più angosciano i nostri concittadini. Abbiamo perso in un territorio che va da Faenza fino a Marradi, a Tredozio ed a Palazzuolo sul Senio, gran parte dei servizi ,della specialità, delle garanzie di pronta risposta alle esigenze. Non basterà l’investimento inderogabile sul pronto soccorso, sulla ala est, per altro destinata a lungodegenza,a garantire certezze ai faentini. Il progressivo depotenziamento di Pediatria la dice lunga sulle intenzioni reali degli amministratori della sanità provinciale. La dice lunga anche la chiusura del convenzionamento con la Casa di Cura Stacchini, con la perdita di servizi non sufficientemente rimpiazzati.
I problemi della sanità pubblica nel comprensorio faentino, esposti lucidamente da Gilberto Bucci, così come quelli degli altri comprensori locali, richiamano un forte impegno, a cui Alvaro Ancisi, nella veste di candidato alle elezioni regionale, ha dichiarato di volere contribuire in prima persona, nei confronti delle responsabilità che fanno capo alla Regione Emilia-Romagna.
Occorre riformare il sistema sanitario locale nel senso che il direttore generale dell’AUSL non sia più un uomo solo al suo comando, ma riceva gli indirizzi della pianificazione e della programmazione degli investimenti e della gestione aziendale dalle amministrazioni comunali, essendo anche sottoposto, da parte loro, ad una effettiva e stretta vigilanza sull’andamento del bilancio e delle attività. A tal fine, la conferenza dei sindaci non dovrà più limitarsi ad una mera azione di accettazione e ratifica delle proposte avanzate dal direttore generale, dovendo esprimere non già più solamente la personale opinione dei suoi membri, ma quella dei consigli comunali, i quali, fungendo da tramite dei cittadini rappresentati, hanno anche piena competenza di legge a svolgere tale ruolo. In tal modo, anche per l’introduzione di quella trasparenza pubblica pressoché inesistente, si potranno prevenire i fattori di degenerazione, spreco e malgoverno della sanità regionale, come quelli emersi, per esempio, di questi tempi, a Bologna, a Ferrara e, purtroppo, anche nella dimensione di area vasta della Romagna.
Dovrà, allo stesso modo, essere esercitata una più stretta integrazione di sistema, in ambito provinciale, tra le diverse sanità comprensoriali e territoriali, finora spesso abbandonate al loro solitario destino e agli sfoghi inascoltati delle popolazioni locali, ripetutamente tradite nel loro diritto ad un equo sistema di tutela della loro salute.
Si devono introdurre criteri di scelta del direttore generale e, a cascata, dei primari e dei dirigenti delle varie AUSL, che sottraggano ogni direzione aziendale al vizio originale, produttore di indebiti condizionamenti e interferenze, delle nomine per ragioni di fiducia politica, soppesate col bilancino dei partiti di centro-sinistra al potere assoluto nella Regione da quarant’anni.
La candidata al consiglio regionale Daniela Mazzoni ha ricordato l’impegno dell’UDC sui temi legati alla sanità denunciando la progressiva disumanizzazione del rapporto tra sanità pubblica e la persona malata anche in aree come la nostra ove il sentimento solidaristico è così radicato.
Il candidato al consiglio regionale Giuseppe Bentivoglio ha ribadito l’impegno dell’UDC a livello regionale per un cambio di passo nella gestione dei servizi.
A conclusione della conferenza stampa è stato annunciata un’azione forte dell’UDC provinciale e regionale per provocare una maggiore efficienza operativa ed un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni.
A seguito della conferenza stampa tenuta oggi riteniamo opportuno diramare ulteriori precisazioni.
La sanità a Faenza è una delle questioni che di più angosciano i nostri concittadini. Abbiamo perso in un territorio che va da Faenza fino a Marradi, a Tredozio ed a Palazzuolo sul Senio, gran parte dei servizi ,della specialità, delle garanzie di pronta risposta alle esigenze. Non basterà l’investimento inderogabile sul pronto soccorso, sulla ala est, per altro destinata a lungodegenza,a garantire certezze ai faentini. Il progressivo depotenziamento di Pediatria la dice lunga sulle intenzioni reali degli amministratori della sanità provinciale. La dice lunga anche la chiusura del convenzionamento con la Casa di Cura Stacchini, con la perdita di servizi non sufficientemente rimpiazzati.
I problemi della sanità pubblica nel comprensorio faentino, esposti lucidamente da Gilberto Bucci, così come quelli degli altri comprensori locali, richiamano un forte impegno, a cui Alvaro Ancisi, nella veste di candidato alle elezioni regionale, ha dichiarato di volere contribuire in prima persona, nei confronti delle responsabilità che fanno capo alla Regione Emilia-Romagna.
Occorre riformare il sistema sanitario locale nel senso che il direttore generale dell’AUSL non sia più un uomo solo al suo comando, ma riceva gli indirizzi della pianificazione e della programmazione degli investimenti e della gestione aziendale dalle amministrazioni comunali, essendo anche sottoposto, da parte loro, ad una effettiva e stretta vigilanza sull’andamento del bilancio e delle attività. A tal fine, la conferenza dei sindaci non dovrà più limitarsi ad una mera azione di accettazione e ratifica delle proposte avanzate dal direttore generale, dovendo esprimere non già più solamente la personale opinione dei suoi membri, ma quella dei consigli comunali, i quali, fungendo da tramite dei cittadini rappresentati, hanno anche piena competenza di legge a svolgere tale ruolo. In tal modo, anche per l’introduzione di quella trasparenza pubblica pressoché inesistente, si potranno prevenire i fattori di degenerazione, spreco e malgoverno della sanità regionale, come quelli emersi, per esempio, di questi tempi, a Bologna, a Ferrara e, purtroppo, anche nella dimensione di area vasta della Romagna.
Dovrà, allo stesso modo, essere esercitata una più stretta integrazione di sistema, in ambito provinciale, tra le diverse sanità comprensoriali e territoriali, finora spesso abbandonate al loro solitario destino e agli sfoghi inascoltati delle popolazioni locali, ripetutamente tradite nel loro diritto ad un equo sistema di tutela della loro salute.
Si devono introdurre criteri di scelta del direttore generale e, a cascata, dei primari e dei dirigenti delle varie AUSL, che sottraggano ogni direzione aziendale al vizio originale, produttore di indebiti condizionamenti e interferenze, delle nomine per ragioni di fiducia politica, soppesate col bilancino dei partiti di centro-sinistra al potere assoluto nella Regione da quarant’anni.
La candidata al consiglio regionale Daniela Mazzoni ha ricordato l’impegno dell’UDC sui temi legati alla sanità denunciando la progressiva disumanizzazione del rapporto tra sanità pubblica e la persona malata anche in aree come la nostra ove il sentimento solidaristico è così radicato.
Il candidato al consiglio regionale Giuseppe Bentivoglio ha ribadito l’impegno dell’UDC a livello regionale per un cambio di passo nella gestione dei servizi.
A conclusione della conferenza stampa è stato annunciata un’azione forte dell’UDC provinciale e regionale per provocare una maggiore efficienza operativa ed un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni.
Gilberto Bucci
Candidato Sindaco UDC-LTF a Faenza
sabato 6 febbraio 2010
giovedì 4 febbraio 2010
martedì 2 febbraio 2010
lunedì 1 febbraio 2010
Gilberto Bucci, il rappresentante UDC per la campagna a sindaco del prossimo marzo
anche a Faenza l'UDC presenta il proprio candidato forte di un programma corposo e con il sostegno dell'associazione "La Tua Faenza", al di fuori da coalizioni di centro destra o di centro sinistra.
Gilberto Bucci la vera alternativa al passato governo della città per affermare un governo di centro.
All'interno del centro sinistra non è sufficiente un cambio di pelle, se poi i contenuti sono i medesimi.
Saremmo disponibili ad ancorare al centro una coalizione di centro sinistra, certo che riteniamo non avere affinità di pensiero politico con chi proviene dalla sinistra radicale.
Articolo tratto da: La Voce di Romagna
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