mercoledì 10 novembre 2010

Outlet o lifestyle village: va in onda l’ipocrisia

A margine delle discussioni e delle prese di posizione relative all’arrivo del mega outlet di Faenza vanno registrate alcune considerazioni. Innanzi tutto va analizzata la posizione delle associazioni di categoria dei commercianti faentini tanto silenti da non presentare neppure un’osservazione al piano particolareggiato del progetto in questione,tanto silenti da sostenere solo la giusta battaglia dei commercianti del centro storico contro l’apertura domenicale, rimuovendo il problema vero, vale a dire lo spostamento a valle della città di tutto l’interesse per lo shopping.
L’altra questione riguarda il biglietto da visita di Faenza. Si era chiesto ed ottenuto uno spazio alle Maioliche per la promozione del territorio, da sempre però rimasto tristemente e clamorosamente vuoto di iniziative che spettano all’Amministrazione Comunale ed ora si tenta di propinare la stessa formula per il mega outlet, favoleggiando chissà quali ritorni per l’immagine di Faenza. Ma qualcuno si è mai chiesto qual è il primo impatto di ciascuna delle decine di migliaia di persone che dovrebbero raggiungere l’immensa area commerciale adiacente il casello di Faenza? Un tanfo orribile, una puzza ributtante,che ti “pettina” se apri il finestrino, uno schifo cui neppure chi abita nei pressi riesce ad abituarsi, tant’è che è in corso l’ennesima protesta con raccolta di firme. Con questo biglietto da visita, conosciuto ahimè oramai in tutta Italia,chi si avventura a conoscere la città, nonostante il valore delle sue bellezze artistiche e culturali? Una serie di incongruenze che sicuramente mettono in serio dubbio la sbandierata positività di tutto l’impianto messo in piedi dalla sinistra per dare alla grande distribuzione la priorità dell’offerta commerciale nel comprensorio faentino e non solo. Ci mancherebbe solo che, pur con un grande investimento, pur con una riscossione importante di oneri da parte dei Comuni, non si risolvessero neanche in parte i gravi problemi occupazionali del nostro territorio! Un’ultima considerazione va fatta sull’assetto economico del territorio ora pesantemente e definitivamente sbilanciato sul commerciale,mentre servirebbero investimenti ed iniziative volte a rafforzare il tessuto produttivo: non servono altri luoghi ove spendere denaro, occorrono luoghi ove produrre ricchezza e lavoro, meglio formiche che cicale..! In tutto questo la nuova Giunta di Faenza ha semplicemente portato a termine le intenzioni della passata Giunta comunale, sempre di sinistra ma ferocemente criticata tra primarie ed elezioni,poi fotocopiata negli atteggiamenti. Tutto cambi, perché nulla cambi….
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC

martedì 9 novembre 2010

Cosa succederà al Museo delle Ceramiche?

Signor Sindaco,
abbiamo visto, in questo inizio di legislatura, una forte presa di responsabilità riguardo la necessità di ridurre la spesa a bilancio. In un quadro di intendimenti condivisibili, abbiamo avuto diverse opinioni riguardo ai metodi in quanto non concordo con tagli su diversi fronti del sociale, mentre non si è dedicata una più opportuna attenzione ad altre situazioni. Una di queste, come più volte rimarcato, riguarda la gestione del museo delle ceramiche su cui non sono stati ancora previsti interventi significativi. Il MIC ha assorbito negli anni imponenti quantità di risorse per le strutture, la gestione è sicuramente onerosa e l’insieme costituisce una condizione francamente insopportabile per le casse comunali, a fronte di risultati in senso lato nonché di ricaduta sul territorio francamente esigui.
Premesso tutto ciò, considerate le ristrettezze di bilancio contingenti, discendenti anche dal patto di stabilità, interrogo l’Amministrazione Comunale per conoscere se vi è un concreto intendimento di intervenire sul MIC con un efficace cambio di metodo al fine di:
1) pervenire ad una più oculata e corretta gestione sotto il profilo economico;
2) promuovere una maggiore valorizzazione delle potenzialità culturali e scientifiche dell’Istituto.
Circa questo secondo punto interrogo l’Amministrazione affinchè fornisca precisazioni in merito alle notizie recentemente circolanti e comparse ultimamente anche sulla stampa circa la designazione di una nuova direzione del MIC.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC

martedì 26 ottobre 2010

Terre Naldi: serve una Commissione Speciale di Indagine

E’ arrivata in Consiglio Comunale, attraverso una comunicazione del Sindaco, la vicenda relativa alla situazione debitoria di Terre Naldi. Nel corso della discussione è emersa da tutti i gruppi consiliari l’esigenza di proseguire sul terreno della chiarezza per comprendere fino in fondo le ragioni del crearsi di una situazione che ha portato in tempi diversi alla creazione di un “buco” di bilancio risanato a spese della comunità faentina per un ammontare di 740.000€ circa. Prendendo spunto dalla lettera inviata dai Sindaci Revisori ed in base all’art. 17 del Regolamento del Consiglio Comunale, ritengo inderogabile la richiesta della costituzione di una Commissione Speciale di Indagine che possa accedere a tutti gli atti necessari a comprendere le modalità e le responsabilità che hanno creato una condizione sicuramente dannosa al Bilancio del Comune di Faenza. Tutto ciò a tutela del buon andamento della gestione del Bilancio Comunale e soprattutto a garanzia dei Consiglieri Comunali in vista delle scelte che potranno e dovranno essere rese operative in materia. A prima vista ed in base alla documentazione finora fornita mi pare di individuare una sorta di “mala gestio” con scelte economicamente poco confacenti al buon uso dei beni e del denaro pubblici,sarà la Commissione Speciale di Indagine, una volta analizzata a fondo la questione,a dire la parola definitiva.
Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC

sabato 16 ottobre 2010

Concorso "burla" per la segreteria del Sindaco?

Sarà capitato a molti giovani in cerca di occupazione di visitare il sito del Comune di Faenza per verificare l’emissione di bandi di concorso per le assunzioni, fatto oramai raro nelle amministrazioni pubbliche.
Sarà capitato di imbattersi in uno strano avviso pubblico di assunzione a tempo determinato per lo staff del Sindaco.
Sarà capitato di aprire il file e come me di stupirsi per le modalità del bando, con caratteristiche specifiche e richieste tanto particolari che probabilmente solo uno o due potranno avere speranze. Ma ciò che più stupisce in un bando pubblico è che il Sindaco potrà a suo “insindacabile” giudizio assumere chi gli pare. (art.4)
Allora vi è da chiedersi il perché di questa pantomima, di questa messa in scena, se come sembra comunque il prescelto è già deciso e se, come fanno tutti gli altri Sindaci, vi è la possibilità di chiamata diretta senza commedie che offendono il buon senso? Un concorso comporta spese non indifferenti, ed a proposito di spese faccio notare che questa nuova figura si va a sovrapporre in parte per funzioni ad altre due, una tempo determinato, un’altra a tempo indeterminato già presenti e che in sostanza svolgono le stesse mansioni previste nel bando.
Quali sono quindi i criteri del risparmio e della trasparenza tante volte sbandierati e posti all’inizio di qualsiasi considerazione o risposta data dall’ amministrazione ai cittadini su qualsiasi questione?
La coerenza delle scelte dovrebbe riguardare per primi gli amministratori: sta a loro dare il buon esempio!

Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC

martedì 12 ottobre 2010

NOMINA DEI RESPONSABILI COMUNALI

Continua nella provincia di Ravenna la costruzione del nuovo soggetto politico proposto dal presidente Pier Ferdinando Casini, il Partito della Nazione, che si pone l’obiettivo di restituire credibilità alla politica e rispondere alle istanze ed ai bisogni dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, esasperati da un bipolarismo rissoso einconcludente.
Il Coordinatore provinciale del Partito della Nazione, Giancarlo Frassineti, ha nominato, per il comprensorio faentino, i seguenti responsabili comunale del Partito della Nazione, col compito di gestire la fase costituente sino alla celebrazione dei congressi del nuovo Partito:
Faenza – Massimiliano Dapporto, quarantunenne, residente a Faenza, promotore finanziario, segretario comunale Udc, e-mail udc.faenza@libero.it;
Brisighella – Gian Maria Bugané, ventisettenne, residente a Brisighella, ingegnere, consigliere comunale, segretario comunale Udc, e-mail udc-brisighella@hotmail.it;
Castel Bolognese – Renato Cornalis, quarantottenne, residente a Castel Bolognese, artigiano pubblicitario, responsabile comunale Udc, e-mail
udc.castello@alice.it;
Casola Valsenio – Roberto Morini, sessantaseienne, residente a Casola Valsenio, pensionato, e –mail verdemm@libero.it;
Solarolo – Alessio Zannoni, trentunenne, residente a Solarolo, operatore commerciale, consigliere comunale, responsabile comunale Udc, e –mail
azannoni@hotmail.it;
Riolo Terme – Paolo Alquati, settantunenne, residente a Riolo Terme, geometra pensionato, cell. 335/5417510;
I neoresponsabili si metteranno subito al lavoro per promuovere intutto il territorio comunale la più ampia partecipazione alla costruzionedel nuovo Partito, cui é possibile aderire sin da ora.


Il coordinatore provinciale Partito della Nazione di Ravenna
Il segretario provinciale Udc di Ravenna - Giancarlo Frassineti

giovedì 7 ottobre 2010

Verso il Partito della Nazione per risolvere il problema del precariato nel mondo del lavoro


LETTERA DEL SEGRETARIO COMUNALE

Cari amici,
come sapete, si è svolto a Cattolica un importante seminario dell’UDC verso il Partito della Nazione intitolato: “Gli stati generali del precariato”, organizzato dall’UDC Regionale ed al quale ho partecipato in rappresentanza del nostro comitato comunale.
Ringraziando taluni di voi che hanno preso parte alla manifestazione ritengo importante porre alla vostra conoscenza il riassunto di quanto emerso dalla manifestazione.
Innanzitutto il perché di tale manifestazione.
Come sapete il nostro partito sta marciando da oltre 2 anni verso un progetto politico nuovo che vada oltre l’UDC e cioè quello della costituzione di un movimento politico che abbia come stella polare quello di affrontare gli argomenti reali del paese per dare poi una soluzione concreta e portare quindi l’Italia fuori dalla crisi che sta vivendo.
Questo percorso politico ha alcuni guard-rail all’interno del quale bisogna marciare e che servono per indicare la strada da seguire: innanzitutto occorre mettere al centro della proposta politica la persona e la famiglia, poi occorre analizzare le situazioni da affrontare con onestà intellettuale, cercare di riunire le idee responsabili ed infine attutire i contrasti.
- Quando parliamo di mettere al centro la persona e la famiglia non bisogna cadere nella retorica, nel senso che l’UDC spesso è stato indicato come il partito della famiglia e basta, ora occorre andare oltre questo concetto e cioè ragionare di proposte che tengano conto delle singole individualità, senza per questo esasperarne la competizione altrimenti poi le persone diventano numeri ed ancora una volta non miglioriamo la società.
- Affrontare le situazioni che si pongono con onestà intellettuale significa mettere da parte l’interesse personale per cercare l’interesse generale, anche qui non bisogna cadere nella facile retorica e trasformare poi, queste parole in fatti.
- Riunire le idee responsabili, invece indica la tipologia di attività che occorre attuare, cioè le attività che tendano a risolvere i problemi piuttosto che limitarsi a denunciarne l’esistenza.
- Attutire i contrasti non è altro che il metodo con cui perseguire tutto ciò. Cioè, continuare nelle posizioni di muro contro muro non porta alla risoluzione di alcunché, solo sedendosi attorno ad un tavolo e confrontandosi fattivamente si può poi raggiungere risultati positivi.
- Mettere in condizione tutte le persone di poter raggiungere un tenore di vita almeno medio, per avere una tranquillità lavorativa che consenta una programmazione della vita, soprattutto familiare, serena.

Proprio per questo motivo, lungo il percorso che porterà al nuovo soggetto politico che ora definiamo per semplicità Partito della Nazione si stanno organizzando in tutta Italia incontri che abbiano al centro della discussione temi di importanza sociale e che debbano poi essere messi nell’agenda dell’azione politica.
A Cattolica si è parlato del precariato lavorativo e quindi più in generale di tutto ciò che ruota attorno al problema del lavoro.
In queste giornate sono intervenuti vari rappresentanti, ospiti della manifestazione come ad esempio, l’On. Matteo Colaninno (PD), l’On. Giuliano Cazzola (PDL), l’imprenditore Roberto Tunioli, l’Avvocato Alessandra Tronconi, il Presidente di CONFAPI Modena, il Professor Giuseppe Pellicani, Ordinario di diritto del lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, è stato inoltre presente anche il Segretario Regionale CISL Giorgio Graziani, e altri ancora, oltre naturalmente ai quadri regionali ed ai parlamentari dell’UDC Emiliano-Romagnola.

E’ emerso come le criticità in questo settore siano molteplici e tutte da affrontare; ecco in sintesi i punti toccati e ciò a cui bisogna tendere:
- Aumentare la capacità di fare utile delle aziende, perché solo così si potrà poi favorire l’assunzione di forza lavoro da parte delle aziende stesse.
- Creare meccanismi perché la maggior parte di utile ottenuto dalle aziende sia poi riversato ai lavoratori o comunque all’interno dell’azienda.
- Creare sistemi per cui, una volta che i lavoratori siano adeguatamente remunerati e stabili nella posizione lavorativa, i lavoratori stessi assicurino all’azienda un importante livello di produttività.
- Intervenire sulla flessibilità del lavoro per consentire che il lavoro precario sia comunque più remunerato del lavoro stabile, che ci siano adeguati ammortizzatori sociali tra un periodo lavorativo ed un altro e che ci sia la concreta possibilità di facile reinserimento nel mondo del lavoro.
- Intervenire sui corsi di formazione professionale, affinché siano effettivamente propedeutici a creare professionalità per posizioni di lavoro reali.

Il vero aspetto positivo della 3 giorni è stato dato dal fatto che si è affrontato un tema spinoso, con contributi di soggetti della società civile e che si è poi concluso i lavori con idee e proposte che dovranno sicuramente essere elaborate, ma che sono il punto di partenza per formulare importanti progetti normativi.

Dal punto di vista strettamente politico è emerso in maniera sempre più marcata quanto si sta affermando da 2 anni: l’UDC ha tracciato il solco ed indicato la strada da percorrere, altri, se lo riterranno opportuno si accoderanno per aderire al progetto di politica responsabile.

Dovremo parlare di cose da fare, di proposte da mettere sul tavolo, insomma avanzare azioni tangibili, senza chiederci con chi poi dovremo allearci; le alleanze sono problemi da affrontare solo in prossimità delle elezioni e devono essere la conseguenza di programmi e percorsi condivisi e non il contrario.

Spero di essere stato esauriente e di non aver tralasciato nulla di importante, sintetizzando in queste poche righe quanto è emerso in 3 giorni di confronto, rimango comunque a disposizione per chiarimenti dubbi, aggiunte od approfondimenti di quanto sopra scritto.

Massimiliano Dapporto
Segretario Comunale di Faenza

sabato 18 settembre 2010

La campagna acquisti del premier legittima un governo diverso dopo il suo

Pubblichiamo da Il Messaggero l’intervista a Pier Ferdinando Casini di Claudio Rizza

Nel giorno in cui la campagna acquisti per rafforzare il governo, e dare meno peso ai voti finiani, sembra un miraggio o un film mai esistito, dopo l’incredibile fumettone estivo che si fa finta non esista più, Pier Ferdinando Casini inanella tutte le sue perplessità. Deve fare i conti con il solito Cavaliere double face: a cena in casa Vespa, ai primi di luglio, il leader centrista respinse le avances del premier che lo sondava per farlo entrare in maggioranza e sostituire così ai finiani i voti udc replicò che «i trasformismi» non lo interessavano e che solo con le dimissioni e l’ammissione della non autosufficienza della maggioranza di governo si sarebbe potuta aprire una fase politica nuova.
Due mesi dopo Berlusconi, dopo aver subìto il “vade retro” da Bossi, s’appella direttamente agli elettori centristi, invitandoli a non dar retta al loro leader. Ma Casini, granitico, ripete lo stesso ragionamento. «Di un’area di responsabilità nazionale il Paese avrebbe bisogno. Ma non c’è bisogno di nuovi trasformismi né di compravendita di deputati. Serve un’area di responsabilità vera e credo di avere qualche titolo per farne parte. Noi siamo stati in questi due anni un’opposizione repubblicana, fino in fondo. Abbiamo privilegiato le scelte del Paese anche quando queste, stando all’opposizione, potevano essere scomode».
Casini ricorda il copyright Udc sul legittimo impedimento o il sì sul Lodo Alfano, pur di togliere al premier l’alibi paralizzante di essere vittima del complotto giudiziario e di costringerlo a governare. I centristi hanno la coscienza a posto: «Abbiamo cercato di lavorare per creare un clima migliore tra magistratura e politica, e la nomina di Vietti a vice presidente del Csm è stato il suggello di un percorso. Il nostro codice genetico parla di responsabilità verso il Paese, della necessità di ricostruire e di non dividere. Stessa cosa vale per chi cerca di spaccare l’Italia tra Nord e Sud: un lusso che non ci possiamo permettere».Gli sfasciacarrozze da una parte, impegnati a dividere tutto e tutti, e i moderati di qua a cercare dialogo, confronto, unità del e nel Paese. E adesso, dopo aver proposto «un governo di responsabilità nazionale», (definizione casiniana) i berlusconiani hanno trasformato il nome nella caccia al “gruppo di responsabilità nazionale”, cioé a quei 20 voti ancora latitanti. E’ un copione che invece porta ad uno scenario di grande irresponsabilità. Il leader centrista ragiona: «Il premier ha detto che la sua stella polare è la lealtà ai suoi elettori. Condivido. Proprio per questo gli abbiamo chiesto un atto di responsabilità, di dimettersi, per aprire una fase politica nuova, e di rivolgere un appello a Udc e Pd per assunzione di responsabilità nuove in un periodo straordinario per il Paese. Questa è la scelta minimale per instaurare un dialogo vero e serio con il nostro partito».
Ma il Cavaliere, pressato dai niet di Bossi che con l’Udc non vuole avere a che fare, il dialogo vero lo vuole solo con gli elettori. O con i transfughi convinti a cambiare casacca. Allora però la contraddizione è massima, perché non si può tuonare contro i ribaltoni, sostenere che Napolitano tradirebbe la Costituzione se, caduto il governo, non si andasse subito alle urne, quando poi si considera lecito imbarcare deputati e senatori succhiandoli all’opposizione, non solo centrista ma persino dipietrista. Casini lo dice chiaro: «E’ il più grande atto di autolesionismo politico che si possa vedere. Perché Berlusconi non capisce che facendo oggi campagna acquisti tra chi è stato eletto all’opposizione legittimerà, il giorno in cui si dimetterà, l’analoga campagna acquisti all’inverso, legittimando l’idea che sia possibile un governo dopo il suo, costruito su nuove campagne acquisti. Si vuole difendere dal ribaltone, ma le sue stesse azioni lo contraddicono». E quando il Quirinale dovesse trovarsi di fronte ad una maggioranza favorevole ad un governo di solidarietà nazionale per affrontare la crisi economica e cambiare la legge elettorale, perché mai dovrebbe dire di no?I centristi, pragmaticamente, sono scettici e non si aspettano dal premier atti di coraggio. Temono che il chiarimento in Parlamento non chiarirà un bel nulla e che l’immagine della politica, già così sbiadita, farà precipitare il rispetto da parte degli elettori, facendo impennare la spinta astensionista. «Perderebbe una grande occasione se facesse solo un appello ai sentimenti, un discorsino con tante buone intenzioni». Ma il timore è proprio quello. Berlusconi vive «nell’ossessione di cercarsi 316 voti che non avrà, fuori dal rapporto con Futuro e Libertà. Fini ha una posizione molto diversa dalla nostra: è stato eletto nella maggioranza, ha ribadito il suo impegno di fedeltà. Non vedo questa contabilità a cosa serva». L’autosufficienza sì che è un miraggio, ed è incredibile essere arrivati a questo punto dopo che si ha vinto con 100 parlamentari di vantaggio. «Prodi dopo due anni è andato a casa. Berlusconi si trova ridotto alla contabilità. Basta a dimostrare che non ci eravamo sbagliati: questo bipolarismo non funziona».E’ alla frutta. Basta guadare a quello che succede nel Pd. «Non ho capito, il dibattito sul Pd mi sfugge. Che ci sia chi contrasta una certa subalternità a Di Pietro o all’estrema sinistra lo capisco. Ma come questo possa conciliare la posizione di Veltroni e di Fioroni mi è incomprensibile. Veltroni ha messo il Pd nelle condizioni di liberarsi dai condizionamenti dell’estrema sinistra. Oggi non capisco qual è la linea alternativa. Constato solo che Pdl e Pd sono due giganti con i piedi d’argilla».
Ormai il fallimento del bipolarismo così com’è congegnato l’Udc l’ha denunciato in tutte le salse. La morale è che Lega e Di Pietro ingrassano, soprattutto Bossi che si ritrova al Nord con la possibilità di incalzare il Pdl più di prima: alle politiche per ogni voto alla Lega ce n’erano 4 del Pdl, ora il rapporto è uno a due. Perché mai Bossi non dovrebbe volere le elezioni? E perché Bossi non vuole accordi con Casini? «Non mi meraviglio che se la sia presa con noi. Siamo gli unici che si sono opposti al finto federalismo, che hanno denunciato l’imbroglio delle quote latte e chiesto una nuova politica per il Mezzogiorno che non spaccasse il Paese». Servirebbe pure una politica per lo Sviluppo, ma il ministro è ancora un desaparecido mentre tante imprese barcollano, servirebbero incentivi, nuove politiche, e nulla accade. Ma quel che è peggio è che ministro si sospetta possa servire a rinforzare la campagna acquisti, l’asso nella manica. Che tristezza doverne dubitare. «Speriamo almeno che prima del 28 il ministro sia nominato». Per salvare la faccia.

martedì 14 settembre 2010

Verso il Partito della Nazione

Di ritorno da Chianciano dove si è svolta la Festa Nazionale dell'UDC, è emerso un sentiment molto chiaro: procede sempre più spedita la marcia verso un nuovo soggetto politico che vuole essere centrale nella vita politica, sociale, economica del paese.
Questo soggetto sarà centrale perchè ha un unico obiettivo: dare risposte agli italiani.
Non è più possibile andare avanti in questo immobilismo: siamo senza il Ministro dello Sviluppo Economico da oltre 130 giorni, abbiamo tutte le categorie che si lamentano perchè non si sentono rappresentate, il dibattito politico scivola sempre più spesso in notizie che dovrebbero trovare spazio su giornali di pettegolezzi più che su quotidiani a tiratura nazionale, ma tutto ciò serve a celare un'impantamento legislativo che nessuno si sarebbe mai aspettato.
Abbiamo bisogno di voltare pagina.
Non possiamo però permetterci di voltare pagina facendo del terrorismo mediatico, ma dobbiamo invece lavorare per produrre idee di società che tendano a superare questo momento (ormai molto lungo) di difficoltà collettiva, non dobbiamo cercare riparo o conforto verso altri soggetti politici.
Nel 2008 abbiamo indicato la strada: eravamo gli unici. Ora abbiamo altri amici che si sono resi conto della correttezza della nostra visione, un pò come la canzoncina dell'Hully Gully che recita: se prima eravamo in 3 a ballare l'hully gully ora siamo in 4 a ballare l'hully gully e si ripete aumentando sempre il numero degli amici.
Sull'onda di questo progetto nelle giornate del 1-2-3 Ottobre 2010 si terrà a Cattolica un incontro sul lavoro precario a cui parteciperanno illustri esperti della società civile olte ai massimi dirigenti nazionali dell'UDC.
Massimiliano Dapporto
Segretario Comunale di Faenza

venerdì 3 settembre 2010

Scuola media Europa:un pasticcio da evitare.

Appare decisamente sconclusionata la polemica apertasi tra la Curia di Faenza e Modigliana e l’Amministrazione Comunale.
Se da un lato è apprezzabile il tentativo della Giunta e del Sindaco di arginare un debito imponente lasciato in eredità dai passati amministratori, dall’altro è evidente che non si può risparmiare su tutto soprattutto se si parla di sicurezza degli studenti e dell’adeguatezza dei luoghi deputati ad ospitare lo studio e le lezioni. Esistono prerogative di cui l’Amministrazione Comunale deve farsi garante: già in passato abbiamo avuto segnalazioni circa la necessità di adeguamento degli edifici in questione e certamente il Sindaco non può farsi garante della prosecuzione di una condizione di inadeguatezza, come non può paventare una sorta di “esproprio proletario” di antica memoria. Per quanto riguarda poi la costruzione di un nuovo edificio scolastico, soluzione sempre possibile, occorre ricordare la storia della Don Milani a poche centinaia di metri dall’ex Seminario. Una storia tipica dei lavori pubblici: un cantiere durato una ventina di anni, una lievitazione dei costi importante di un progetto già costosissimo; il risultato finale è un edificio scolastico dal costo insostenibile, pur senza la palestra, e che secondo molti assomiglia alla “scuola dei puffi”. Fatte queste considerazioni mi corre l’obbligo di invitare il Sindaco ad essere più raziocinante nell’affrontare la spinosa questione: la via obbligata è, secondo il mio modesto parere, quella dell’accordo con la Curia cercando di ottenere la migliori condizioni possibili fatte salve le prerogative di adeguatezza e sicurezza degli ambienti, altre strade sono difficilmente percorribili.
Gilberto Bucci
Capogruppo in Consiglio Comunale LTF-UDC

lunedì 5 luglio 2010

VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE - IL PARTITO DELLE IDEE E DELLA PARTECIPAZIONE

Si è svolto Sabato 3 Luglio 2010 a Brisighella, l'incontro di avvicinamento al nuovo soggetto politico di centro, per la Provincia di Ravenna.
Alla presenza del neo-nominato Presidente Regionale Tommaso Bonetti e dell'Onorevole Gian Luca Galletti il nostro comitato ha voluto contribuire attivamente alla formazione del nuovo partito.
E' stato presentato un documento proposto dal Segretario Comunale Massimiliano Dapporto ed approvato all'unanimità dal Comitato Comunale di Faenza.
L'idea che abbiamo del nuovo partito è di un partito che subisca la spinta dal basso, quindi dei soci, dei simpatizzanti e degli elettori.
Il nuovo partito potrà avere il successo che merita se si impegnerà ad affrontare i problemi che oggi colpiscono la società italiana, quindi dovrà in primo luogo avere un'idea di società.
La società dovrà essere attenta alle persone che più si impegnano e che più hanno merito per dare loro gratificazioni maggiori, non per questo bisogna dimenticarsi di chi fa più fatica e di chi è in difficoltà; occorre eliminare la moltitudine di enti inutili che ancora esistono nel nostro paese, questo significa ridurre gli sprechi; occorre fare una seria politica di integrazione che permetta di vivere serenamente la nostra società per chi lo vuole, ma sia ferma contro chi non vuole contribuire al miglioramento sociale; occorre andare verso un periodo di liberalizzazioni di mercato serie e garantiste per il cittadino dove il soggetto forte non possa fare ciò che vuole spacciandosi per quello che aiuta il consumatore; occorre fare un’azione di maggior fermezza contro chi commette reati evitando di strumentalizzare pubblicamente indagini o processi; occorre mettere in campo atti concreti per aumentare l’occupazione e lo sviluppo economico rendendo più oneroso per l’impresa il contratto atipico od a termine ed evitando l’ostruzionismo ad oltranza di taluni sindacati eccessivamente politicizzati, che fanno propaganda piuttosto che tutela dei lavoratori; e tanto altro ancora su cui poi si dovrà discutere e ci si dovrà confrontare, ma tutto ciò deve essere ricondotto ad una parola sola: norme strutturali di responsabilità pubblica per il bene comune e del paese intero.
Il Segretario Comunale
Massimiliano Dapporto